Beata ignorantia (!?!)

Sono arrivata ad un punto della mia vita in cui non so più niente; e non parlo da un punto di vista filosolofico, ma prettamente culturale.

Ho passato tutti i miei anni a studiare. Cosa ne ho ricavato? Disgusto per l’ignoranza altrui, il quale si unisce a rabbia quando mi accorgo della mia.

Dopo un diploma di maturità classica, una laurea già conseguita + una in corso, un corso di preparazione all’esame abilitazione a guida turistica seguito da relativo studio, lettura per hobby di vari libri riguardanti gli argomenti più disparati, cosa mi rimane? cosa ricordo di filosofia? a stento ( e sottolineo “a stento”) il mito della caverna; cosa ricordo di storia antica/greca/romana/moderna? a stento la rivoluzione francese e la data (perché io ho seri problemi a memorizzare le date!) della presa della Bastiglia, ma solo perché Versailles no bara” (Lady Oscar) è il mio anime/manga preferito e lo rivedo in continuazione. Cosa rammento di letteratura francese/inglese/italiana? Baudelaire ha scritto “i fiori del male” (mai letti!), Milton “Paradise Lost” (mai letto!) e Pascoli che parla di un certo “fanciullino” (ma cosa sia poi questo “fanciullino” non ho idea!). Tralasciamo matematica, fisica, chimica e astronomia! ok, matematica e fisica non sono esattamente materie che abbia mai davvero studiato con passione, ma almeno i fondamenti di chimica? e quelli di astronomia? Il “mare del freddo” si trova sulla luna. Stop. Fine della mia memoria. E geografia? La Transilvania si trova in Ungheria (grazie Hugh Jackman e “Van Helsing”!).

Parliamo di tutti i libri che ho letto? io adoro leggere…. vi sono periodi in cui desidererei andare a vivere in una casetta isolata in un bosco, in stile eremita, solo per poter passare le mie giornate a leggere libri ed incamerarne nei cassetti della mia memoria le storie, la cultura, e tutto ciò che da essi trasuda. Ho letto molti libri, tantissimi ancora da leggere ne posseggo, almeno il doppio sono quelli di cui conosco il titolo ma non posseggo e chissà quanti siano quelli di cui devo ancora scoprire l’esistenza! Prendendo in esame i libri già letti, quanti effettivamente o anche solo vagamente ne ricordo? “Le Quercie di Albion” di M.Z.Bradley, e solo perché, non ricordandone la storia, l’ho riletto qualche mese fa!

E cosa dire di tutta la conoscenza legata alla Sicilia? Laureata in turismo, passati altri anni a studiare l’argomento in vista di un eventuale abilitazione a guida turistica, cosa ricordo? La Sicilia è un isola, è triangolare, ed anticamente era divisa in 3 valli. Stop! Wow! Bello! ma quanta conoscenza! e che fine ha fatto tutta la storia?si, c’era un tizio di nome Federico II, una corte itinerante, la nascita di una certa letteratura italiana….e dunque? tutta la geografia? che fine tutta la storia dell’arte (opere/artisti/sculture/quadri/monumenti/chiese/palazzi/castelli/ecc)? Per non parlare della legislazione! si…esiste una cosa, chiamata legge quadro….forse un numero…135….e poi? eh? e i prodotti tipici? l’agricoltura? si…le arance sono state introdotte dagli arabi. Ne sono sicura? forse. Davvero? no. E L’archeologia? cosa dire, dell’archeologia? L’ipogeo paleocristiano di Crispia Salvia, La valle dei Templi, le catacombe di Siracusa e quelle di Porta d’Ossuna a Palermo….e poi? e di questi stessi, miseri, argomenti , quanto in profondità ne rammento?

Disgustata dall’ignoranza altrui, altrettanto disgustata dalla mia, mi chiedo come si possa non aver voglia di acculturarsi, sia per curiosità che per orgoglio personale. Se mi avessero sorpresa a rubare qualcosa forse mi sarei vergognata meno di quando, leggendo “Ilio” nella versione pascoliana dell’Odissea, non rammentavo trattasi della città di Troia. Io, che cerco di incamerare informazioni nello stesso modo in cui un secchio viene riempito d’acqua (un secchio leggermente forato sul fondo, devo, a questo punto, presumere!), provo disgusto nei confronti di coloro che non solo non rammentano, pur avendo studiato o letto, tutto ciò che neppure io rammento, ma ancor di più verso coloro che vivono le loro vite senza neppur cercare di seguire l’indicazione dantesca di Ulisse.

E mi chiedo: perché mi accanisco a studiare e a leggere cose che poi, comunque, non ricorderò? perché? perché? P.E.R.C.H.E’? Eppure, non posso farne a meno. E’ un circolo vizioso. Un disgustoso circolo vizioso.

Sfogo

La gente pensa che solo perché non mi lamento, forse non abbia pure io sonno o mal di testa? Forse non sia pure io stanca? E quando accade che pure io esterni i miei fastidi, giusto per far capire che non ci si può concentrare solo sui mali degli altri, subito me ne pento. Non è questione di essere più o meno introversi, ma di provare più o meno fastidio nell’essere fastidiosi. E anche questo, non è questione di porre troppa attenzione ai sentimenti altrui a discapito dei propri, ma di stare più o meno bene con se stessi essendo in una certa maniera.

The unthinking majority

Informatevi… non parlate mai “per sentito dire”…. che si tratti di qualcosa di frivolo o di importante, dalla semplice critica a un libro a questioni sociali…..documentatevi, non parlate mai “per sentito dire”.

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Sfera di ovatta

Sei in una stanza affollata… magari seduta ad un tavolo con altre persone… le vedi, le vedi tutte… e le senti; senti le loro voci, vedi le loro bocche e le loro labbra che si muovono ad ogni singola parola pronunciata; e vedi i loro visi e le loro espressioni facciali mentre parlano e parlano… parlano tra di loro, parlano a coppia, parlano tutte assieme…parlano tutte della stessa cosa… parlano di argomenti differenti… e tu ascolti e ascolti. E mentre stai ascoltando, ti accorgi che cominci a sentirle sempre meno… pian piano non riesci più a distinguere chiaramente le singole parole pronunciate, i movimenti delle loro labbra e i loro stessi volti; capisci allora che sta succedendo… il momento è arrivato, ma cerchi di evitarlo, allora ti concentri… e nel caos di voci cerchi di tornare al momento in cui ogni singola parola ti era chiara… ma nonostante i tuoi sforzi, le loro voci ormai ti rimbombano forti nella testa, come se gridassero, e ti senti confusa… quindi ti lasci andare… lasci che gli eventi seguano il loro corso. Allora le voci ricominciano ad allontanarsi… piano piano… piano piano… fin quando non ti ritrovi in un mondo ovattato, ed è come se tu fossi circondato da una sfera, all’interno della quale il mondo, la stanza, quei visi, quelle voci, fossero solo un eco lontano.